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Mi hanno cancellato il volo.

Di che colore è la tua regione?

Hai lì la residenza o il domicilio?

Ma secondo te posso partire?

Quest’anno purtroppo non ci vediamo.

Frasi e domande che circolano ormai da giorni, lasciate nell’etere tra opinioni contrastanti e pensieri altalenanti.

All’incirca un anno fa, ad inizio dicembre, ho fatto il mio ultimo vero viaggio: Londra in versione natalizia era stupenda e nonostante i piedi distrutti dai tanti chilometri macinati ogni giorno, mi ha resa immensamente felice, come solo un viaggio sa fare.

Credo di non raccontare nulla di nuovo quando dico e penso che il mio umore cambia di continuo, ballando su un’altalena che va dal “C’è di peggio, per il momento posso solo ritenermi fortunata” al “Ma quando diavolo finirà tutto questo? Non ce la faccio più!”.

E così, cerco di tenermi ancorata a idee e pensieri positivi, che possano far prevalere il buonsenso anche nei momenti di sconforto.

 

L’idea di tornare a viaggiare è una di queste.

 

Sogno ad occhi aperti il momento in cui potrò cliccare Acquista voli senza l’angoscia di dovermi chiedere “Ma chi mi si siederà di fianco a me potrebbe contagiarmi?” o il semplice fatto di poter nuovamente programmare il futuro, avendo quantomeno la possibilità di credere che tutto sia fattibile.

Ma perché di tutte le limitazioni pensi proprio ai viaggi?, magari ti starai domandando.

Non che dia meno importanza alle altre cose (amici, famiglia, nuove conoscenze, camminare per strada senza mascherina o quantomeno poter portare gli occhiali liberamente senza rischiare di non vedere più nulla dopo 3 secondi perché si sono completamente appannati) ma per me viaggiare significa libertà.

Ho girato poco il mondo, ho ancora tanto da vedere ma ogni piccola esperienza mi ha regalato tanto, a livello di emozioni, di ricordi, di conoscenza e di apertura mentale.

Vedere nuovi posti non è solo una distrazione dalla grigia routine quotidiana ma una maniera per sfamare lo spirito ed esplorare qualcosa di diverso. Restare chiusi nella scatola, nella propria zona di comfort, è un modo strano di proteggersi dal mondo, eppure l’ho utilizzato anch’io e spesso mi capita ancora di farlo.

 

Ma è solo quando salti fuori che capisci davvero cosa ti stavi perdendo.

 

Che si tratti di un viaggio fisico o metaforico, l’aspetto importante è proprio questo: conoscere cose nuove o anche se stessi da un altro punto di vista si conferma sempre essere una meravigliosa avventura.

Proprio partendo da questi pensieri, nell’attesa di tornare a viaggiare, ho deciso di uscire dalla scatola anche nel mio lavoro. Ho da poco creato infatti Money Date, un percorso che vuole essere un viaggio con l’obiettivo di accompagnarti al livello successivo di consapevolezza.

Il mio motto è:

Non importa che tu ritenga di guadagnare tanto o poco denaro, l’importante è il modo in cui ti ci relazioni.

Per poter andare d’accordo, così come accade negli appuntamenti romantici, bisogna però prima conoscersi meglio. Ed è proprio questo il tema principale del percorso: approfondire il tuo rapporto attuale col denaro, viaggiare attraverso la tua storia economica allo scopo di guardare al futuro in maniera diversa.

Torneremo a viaggiare presto, con entusiasmo e serenità. Di sicuro questo è uno degli obiettivi che mi propongo di raggiungere. Nel frattempo, perché restare fermi ad aspettare che qualcosa cambi?

Remando insieme nella stessa direzione, qualsiasi cosa si può realizzare.