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Un dato che mi ha sorpreso molto negli ultimi giorni è quello riguardante l’aumento della propensione al risparmio degli italiani nell’era del Covid19. Secondo gli ultimi dati del Censis, infatti, quasi il 40% degli italiani ha incrementato i propri risparmi durante il lockdown di inizio anno, dato che arriva a sfiorare il 50% se si considerano anche i risparmiatori abituali.

La domanda sorge spontanea: ma come è possibile? 

In realtà, è facile capire i motivi di questa nuova attenzione al risparmio: una situazione di emergenza come quella che stiamo vivendo, ha aperto gli occhi a molte persone, facendo capire che avere un cuscinetto di sicurezza per le emergenze in alcuni casi può davvero salvarti dal baratro.

Già in tempi non sospetti ero (e rimango!) una grande fan del fondo emergenze, cioè una somma di denaro che ciascuno di noi dovrebbe avere a disposizione, messa da parte nel tempo, per poter affrontare delle situazioni di difficoltà.

Non parliamo per forza di una pandemia mondiale, ci possono essere anche altri imprevisti nella vita di ciascuno di noi: la perdita del lavoro, una malattia o un infortunio, un evento atmosferico imprevisto che procura dei danni ai nostri beni. Ma anche, molto meno gravi, una spesa medica imprevista come la necessità di andare dal dentista o una multa salata da pagare possono arrivare quando meno ce l’aspettiamo.

Lo so, ti vedo che stai facendo gli scongiuri.

Ma la vita purtroppo è anche questo. E allora, se lo sappiamo già, perché farci trovare impreparati?

Creare un fondo emergenze è molto più semplice di quanto si possa pensare. Ecco come fare.

1- Stabilisci un valore 

  • se hai delle entrate stabili e regolari, valuta una cifra fissa che possa permetterti di continuare a mantenere il tuo stile di vita ma allo stesso tempo essere significativa per raggiungere il tuo obiettivo. Ad esempio, su uno stipendio di 1.500€/mese, si può provare ad accantonare 100€/mese. Tieni presente che non esiste uno standard in quanto è fondamentale tenere conto di tutti gli impegni economici già presi.
  • se invece le tue entrare sono variabili e non scadenziate, allora potresti decidere di ragionare in percentuale: ad esempio il 5% di ogni entrata viene destinato al fondo emergenze. Vale ovviamente lo stesso ragionamento precedente sulle spese da affrontare.

2- Lontano dagli occhi…

L’importo che decidi di accantonare, non deve restare sullo stesso conto che utilizzi per le tue spese e la tua vita quotidiana. Il famoso proverbio Lontano dagli occhi, lontano dal cuore vale anche in questo caso. La migliore soluzione è spostare questi soldi da un’altra parte (un conto deposito, un altro conto corrente) senza però vincolarli per lungo tempo, perché l’obiettivo del fondo emergenze è quello di essere utilizzabile in qualsiasi momento.

3 – Ma quando dire basta?

Questa è la domanda che più spesso mi viene posta sul tema. Ovviamente non ha senso continuare all’infinito, né fermarsi alla prima difficoltà. La migliore soluzione è quella di conoscere bene il proprio livello di spesa media mensile ed arrivare ad avere tra i 3 e i 6 mesi di copertura. Potrai metterci un po’ di tempo a concretizzare il tuo obiettivo ma ciò non significa che sia irraggiungibile.

 

Ovviamente per tutelarsi dagli imprevisti esistono anche altre possibilità, come utilizzare gli strumenti assicurativi o bancari che si occupano di questo ramo.

I consigli su come creare un fondo emergenze sono però alla base di un ragionamento utile nel tempo per realizzare poi anche altri obiettivi che richiedano un impegno economico.

Poi come sempre tra il dire e il fare c’è una bella differenza. E allora se vuoi iniziare a mettere in pratica questi consigli ma non sai da dove iniziare, non ti resta che prenotare la tua consulenza gratuita.